Il modello: il tuo servo, il tuo padrone

Frequntando corsi PNL, seminari di miglioramento personale o anche leggendo libri su tali argomenti, prestissimo ci si imbatte nel concetto di “modello”. Un concetto essenziale, ma che talvolta riuscire a comprendere non è immediato. La difficoltà è dovuta al fatto che è che il modello è qualcosa che ci appartiene e viviamo spesso in maniera così automatica, inconscia, da non riuscire a scorgerlo neppure quando ci viene indicato esplicitamente.

Ma cosa è il modello? Su cosa poggia la sua necessità? Bene. Te lo descriverò con un esempio in cui ti chiederò di immaginare qualcosa. Un esempio estremo, ma che ti aiuterà a capire e man mano a riconoscere il tuo modello e a libererti di alcuni suoi limiti, modificado il modello stesso. Perché conoscere il proprio modello significa iniziare a vederne i funzioamenti errati (assieme a quelli efficaci) e a liberarsene (di quelli errati). La conoscenza è libertà.

E ora immaginiamo… Immagina un mondo meraviglioso, un mondo fatto solo di stupendi paesaggi, opera della natura, sensazioni piacevoli. Questo mondo è abitato da esseri che godono di tutta questa bellezza, non soffrono, non muoiono. Sono completament pieni e soddisfatti di quello che li circonda. Non hanno bisogno di nulla, neppure di nutrirsi. La loro esistenza è una sublime continua estasi di fronte alla meraviglia.

Questi esseri hanno però una caratteristica: non riescono mai ad andare, col pensiero, con l’immaginazione, con il comportameto, col ricordo, al di là di quello che nell’istante presente hanno sotto i sensi. Se si trovano ad ascoltare il meraviglioso canto di uccelli in un giorno di sole di primavera, vivono attimo per attimo quello che sentono, senza ad esempio pensare che potrebbe finire, continuare, che quegli uccelli gli hanno già sentiti altre volte, che il sole prima o poi tramonterà. Non riscono neppure a pensare che quegli ucelli hanno piume, che mangiano o che avvicinandosi potrebberosentirgli meglio.

Non ci pensano perché l’unica cosa a cui hanno accesso è il momento presente. Non hanno memoria e non si occupano del dopo. Perché non ne hanno bisogno. La loro esistenza è solo un continuo fluire di sensazioni. E tutte queste sensazioni è come se le sentissero sempre per la prima volta.

Questi esseri e il loro mondo, sono molto diversi da quello che conosciamo. Questi esseri, hanno molte differenze rispetto a noi, e soprattutto una: non possono prevedere nulla. Non gli serve.

Ed è proprio la capacità di prevedere che è la caratteristica fondamentale del modello. Il modello è quel qualcosa che ci permette di “sapere di più” rispetto a quello che in un determinato momento ci cade sotto i sensi.

Tornando nel nostro mondo, se ad esempio sono anch’io in una giornata di sole e sento un canto di uccelli, sono anche in grado di sapere di più rispetto al semplice fatto che c’è luce, una sensazione di tepore sulla pelle e un qualcosa di auditivo e piacevole che pare provenire da qualcosa che vola. So che quel qualcosa che vola ad esempio, e anche se non riesco a vederle sul momento, ha qualcosa che noi chiamiamo piume, che ha una certa temperatura, che costruisce cose che chiamiamo nidi, e così via.

E so anche che se cercassi di avvicinarmi troppo a quel qualcosa che canta, esso probabilmente si allontanerebbe. Sono cioè in grado di prevedere (con un buon grado di probabilità) il futuro. Ma come faccio a sapere tutto questo? Chiaramente grazie al modello.

E’ il modello che, in base al ricordo di esperienze precedenti, che sono state consciamente e inconsciamente elaborate e codificate in certi schemi, mi permette di andare oltre il dato sensibile immediato e sapee di più.

E il modello non ti dà solo la possibilità di prevedere il futuro, ma anche di interpretare il presente e risalire al passato. Se ad esempio sei in un bosco e ti trovi di fronte a dei rami bruciati a metà e messi in cerchio come dei raggi, ne dedurrai che si tratta (molto probabilmente) di un fuoco, ora spento , fatto da esseri umani.

Il modello è quindi quell’insieme di capacità della mente, che riescono a dirti qualcosa di più, riguardo a quello che in un dato momento hai sotto i sensi, rispetto a quanto effettivamente percepisci.

Se consideri il fatto che per raggiungere certi fini e obbiettivi bisogna agire nel mondo, e che per agire bisogna poter (almeno in parte) prevedere il risultato delle azioni possibili, ti sarà chiara l’importanza del modello. E’ il modello che ti permette di prevedere e di agire con ragione di causa per raggiungere determinati obbiettivi.

Se però consideri anche che ogni persona ha modelli, almeno leggermente, diversi dalle altre persone e che alcuni modelli possono essere utili ed efficaci in determinate situazioni, mentre altri possono essere dannosi  ed inefficaci, immaginerai anche che riescono a raggiungere i propri obbiettivi solo coloro che hanno sviluppato modelli efficaci.

Nei casi di modelli efficaci,  i modelli “servono” chi li possiede e gli permettono di ottenere i risultati voluti. Nel caso di modelli inefficaci, invece, questi “imprigionano” chi li ha sviluppati e lo tengono servo delle loro inefficenze. E questo ancora di più se si tiene presente che molto spesso i modelli che seguiamo sono inconsci. Li utilizziamo ma non ci accorgiamo di farlo. Come se fossero loro stessi a utilizzare noi.

Per questo motivo conoscere i propri modelli inefficaci, sapere riconoscere quando entrano in atto e sostituirli con modelli efficaci è uno dei primi passi verso la realizzazione dei propri obbiettivi, verso la libertà. Un primo passo del passaggio dal servire ad essere serviti.

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