Creare la propria realtà: ovvero la formazione del modello

In questo altro post abbiamo parlato di come sia talvolta utile cambiare il proprio modello per raggiungere i propri obbiettivi. Un efficace cambiamento del modello parte però da una comprensione dei modelli non efficaci che si utilizzano. E questa a sua volta può essere favorita dal sapere come i modelli vengono creati.

Come è quindi che crei i tuoi modelli, e quindi dei tuoi insiemi di credenze che ti guidano nel perseguimento dei tuoi obbiettivi?

Una delle idee base della PNL (ma non solo) è che questo avviene attraverso 3 processi, connessi ma distinti: la generalizzazione, la cancellazione, la distorsione.

LA GENERALIZZAZIONE

E’ il processo che da dei casi particolari ti fa passare a delle credenze generali. Se ad esempio non hai mai visto  una vespa e la prima volta che ne vedi una, attratto dai suoi vividi colori tenti di prenderla per poterla contemplare da vicino, vieni quasi sicuramente punto. In questo modo inizi a formarti la credenza che TUTTE le vespe pungono.

Nel fare questo, astrai dai particolari del fatto che ti è capitato, per conservare solo le caratteristiche generali.

Ad esempio il fatto che la vespa ti abbia punto sull’indice viene scartato dalla credenza generale che ti formi “le vespe pungono”, altrimenti finiresti per credere “le vespe pungono sull’indice” e utilizzeresti questa credenza per guidare le tue future azioni. Con quest’ultima credenza potresti ad esempio decidere la volta dopo di catturare la vespa senza usare l’indice, in modo tale da non farti pungere. Chiaramente finiresti per essere punto.

Il processo di generalizzazione che da alcuni casi specifici che ti capitano ti porta a delle credenze generali, eliminando i particolari, è quindi essenziale per formarsi delle credenze e quindi un modello.

Ma già in questo processo possono intervenire dei fattori che finiscono per creare un modello non adatto in certe situazioni. Se ti è capitato di viaggiare ti sarai ad esempio accorto che certi modelli validi in Italia, non lo sono in paesi diversi.

Mentre ad esempio il colore bianco da noi significa “purezza”, in Cina significa “lutto”.
Potresti quindi essere in Cina e vedere una donna vestita completamente di bianco e pensare che debba sposarsi, mentre magari invece è vestita cosi perché le è morto il padre. Mentre in quest’ultimo caso ti saresti aspettatto di vederla vestita di viola o di nero.

Quello che faresti in quest’ultimo caso è applicare una credenza che si è dimostrata efficace (nell’interpretare la realtà) in un dato contesto, trasferendola indebitamente in un conesto dove tale credenza non è più efficace.

Hai cioè compiuto un generalizzazione errata, credendo falsamente che in ogni luogo del pianeta il bianco significasse purezza e il viola lutto. Il tuo è stato un errore di generalizzazione.

LA CANCELLAZIONE

E’ il processo attraverso cui si eliminano certe informazioni (dati sensoriali) per adattare indebitamente una parte della realtà a determinate credenze mantenute per vere. E’ un modo cioè per far “combaciare forzatamente” certe esperienze con certe credenze, che senza cancellazione non sarebbero compatibili.

Potresti ad esempio sentire dire da una tua amica “Il mio capo non sa cos’è la cortesia”. Frase questa che evidenzia un processo di cancellazione: infatti manca una specificazione di cosa intende per cortesia, quali sono i casi in cui ha mancato di essa (tutti?), con chi manca di cortesia (solo con lei?), e così via.

Oppure da un’altra tua amica potresti sentirti dire “Quando sono sola, la sera, ho paura”. Anche qui la cancellazione è “in azione”. Di che cosa ha paura la tua amica (ladri, spettri, maniaci, solitudine). Ha sempre davvero paura (anche quando è al telefono che parla oppure se guarda qualcosa che la interessa davvero in tv)?

La cancellazione amputa l’esperienza di una parte della realtà e quindi priva il soggetto di possibilità di vedere quella stessa realtà in maniera differente.

LA DISTORSIONE

Attraverso la distorsione si tende appunto a distorcere parte della realtà, trasformando alcuni contenuti esperienziali in contenuti diversi.

Ti sarà capitato più volte, ad esempio di sentire frasi come “non mi ascolta mai perché non mi considera capace”. In un caso come questo la distorsione sta (probabilmente) nell’usare l’avverbio “mai”.  E’ proprio vero infatti che ogni volta che la persona che l’ha pronunciata non è stata ascoltata è proprio perché non veniva considerata capace? Oppure potrebbe essere stata ascoltata qualche volta sì e altre no (per qualsiasi altro motivo) senza però essere stata considerata non capace?

Un’altra distorsione avviene in frasi come “la vecchiaia è una brutta età”. In questo caso non è espresso per chi è brutta e si fa di un’opinione personale una specie di legge universale.

Anche la distorsione, come la cancellazione, ha la caratteristica di mantenere un soggetto in un certo modello, precludendogli la possibilità di rendersi conto che quella che lui crede per vera non è la realtà, ma solo il suo modello, il suo sistema di credenze.

Questa è una caratteristica che presentano tutti e tre i processi di formazione del modello. Il modello infatti, per chi non ne è cosciente, tende a presentarsi al soggetto non come un suo proprio insieme di credenze, bensì come la realtà. Si scambia ciò che si crede per la realtà stessa.

Ed è qui che sta proprio uno dei problemi del cambiamento. Sinchè infatti si continua a credere che esista solo una possibilità di interpretazione della realtà, la propria interpretazione, si continuerà a rimanere prigionieri dei propri modelli inadeguati senza riuscire a cambiare.

E’ per questo che una delle strade verso il cambiamento sta proprio nel riuscire a far comprendere al soggetto l’esistenza di altre possibilità, di modelli differenti che allargano la sua concezione della realtà e gli forniscono quindi strumenti più adeguati per il raggiungimento dei suoi obbiettivi.

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