Cambia il modello per raggiungere i tuoi obbiettivi

In questo articolo abbiamo iniziato parlare del modello che è uno dei concetti base della PNL. Il modello è quel qualcosa che ci permette di andare oltre quello che ci cade sotto i sensi in un dato momento, e ci da delle informazioni ulteriori che sono quelle che contribuiscono a farci raggiungere in nostri obbiettivi.
E tutti noi abbiamo obbiettivi da raggiungere, proprio perché abbiamo bisogni da soddisfare.

Se tu  sei un cacciatore che vuole catturare quel qualcosa chiamato alce, e per farlo usi una trappola, lo puoi fare solo perché conosci le abitudini dell’alce (sai ad esempio che passerà in un dato luogo). E questa conoscenza ti è fornita proprio dal modello, in base alle tue esperienze passate e a come le hai elaborate.

Ed è per questo che esistono bravi cacciatori e cacciatori mediocri. I primi hanno avuto esperienze di un certo tipo e le hanno elaborate in un modello efficace, i secondi non lo hanno fatto.

Sono quindi le esperienze passate e come le elaboriamo che alla fine ci forniscono i modelli attraverso cui raggiungere gli obbiettivi. Per queso i modelli sono tanto diversi quanto lo sono le persone con le loro esperienze.

Ed è per questo che è essenziale riuscire a conoscere i modelli con cui si opera. Conoscere significa rendersi coscienti dei modelli che si adoperano. Perché una delle caratteristiche del modello è che è molto spesso usato inconsciamente. I nostri modelli infatti si manifestano attraverso abitudini consolidate, di cui spesso non ci accorgiamo neppure.

Queste abitudini a loro volta poggiano in buona parte su delle credenze acquisite in passato, a seconda  delle esperienze avute e a come sono stae elaborate, che spesso noi diamo come per scontate, come per certe e assolute, mentre non lo sono.

E’ questa erronea assolutizzazione di credenze spesso incosce, che nel caso di modelli non efficaci, modelli cioè che non riescono a farci raggiungere i nostri obbiettivi, ci rendono “schiavi del modello”. In questi casi siamo come degli automi che fanno meccanicamente una cosa che porta ad un risultato non voluto, senza riuscire neppure a pensare che esistono delle alternative.

Rendersi conto delle nostre credenze errate, di come le mettiamo in opera automaticamente e del fatto che esistono alternative possibili, è il primo passo per cambiare il nostri modelli inefficaci e per iniziare il cambiamento verso il raggiungimento dei nostri obbiettivi.

Per questa ragione rendersi conto di come abbiamo sviluppato le nostre credenze errate e di quali sono i meccanismi attraverso cui costruiamo delle credenze, sia quelle efficaci che quelle inefficaci, è un utile modo per avvicinarsi ai propri obbiettivi, ed è quello di cui parleremo nel prossimo articolo.

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