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La paura dell’insuccesso e i “piennellisti troppo pompati”
In questo articolo parlavamo di uno degli ostacoli al cambiamento: la paura di non avere le risorse per attuarlo, che abbiamo visto, spesso nasconde la paura di essere messi di fronte ad un’insuccesso. Chi ha questa paura ha un io debole e lo difende evitando di provare a cambiare.
C’è però un’altro tipo di persone che in un certo senso soffrono del pensiero opposto: sono sicuri di avere successo sempre e in qualsiasi cosa. E’ vero che uno degli assiomi della PNL è quello che tutti hanno già in sè le risorse per cambiare e raggiungere gli obbiettivi voluti.
Credere questo aiuta ad agire e a percorrere la strada che porta ad ottenere cio che si vuole. Ma questa, come quasi tutte le idee, non è assoluta, va presa cioé “cum grano salis”.
Succede invece a molti che iniziano ad occuparsi di miglioramento personale, ma succede addirittura in alcuni corsi PNL troppo pompati e poco seri, che si arrivi a credere di poter davvero ottenere (quasi) tutto. Alcuni sedicenti “piennellisti” provano infatti, magari in corsi di motivazione aziendale, a suggerire l’idea che “è impossibile non vincere“…
Questa credenza, così come è, è invece piuttosto pericolosa. Può esserlo per diversi motivi. Ma lo è innanzitutto per il fine che ci interessa, cioé riuscire davvero a cambiare. E’ pericolosa perché tende ad annullare la possibilità di considerare un eventuale fallimento.
Per alcuni, compresi alcuni “guru della PNL” da quattro soldi, sembrerebbe che l’insuccesso, il fallimento, fossero se non teoricamente impossibili, quantomeno in pratica impossibili. Non sono quindi da prendere in considerazione.
Ed è qui che sorgono i problemi. L’insuccesso va infatti preventivato sulla strada del cambiamento. Preventivare le difficoltà e i possibili insuccessi significa infatti preparare in anticipo delle strategie atte a correggere il tiro e a cambiare ciò che deve essere cambito, affinchè si possa continuare a percorrere la strada verso il successo, senza che lo stesso insuccesso si ripresenti.
Arrivare di fronte agli insuccessi, completamente non preparati, nudi e inermi, senza una strategia di “backup”, significa infatti doverne sopportare le conseguenze sia pratiche, sia emotive.
E sono quest’ultime non di rado che incidono in modo peggiore sulla possibilità di riprendere la strada. E questo perché sotto la stoccata dell’insuccesso le difficoltà che prima non si aveva voluto vedere sembrano adesso molto più grandi di quello che sono.
Prima le si vedeva così piccole da considerarle inesistenti, adesso le si vede così grandi da crederle insuperabili e definitive. In entrambi i casi non le si vede nella loro vera realtà.
Per questi motivi, un certo “pensiero positivo” che oggi va molto di moda, anche in certi corsi PNL poco seri, deve essere preso con le molle. E questo soprattutto da coloro che preferiscono non preventivare possibili insuccessi, perché il solo pensiero li spaventa a tal punto da preferire di considerarli inesistenti. Cosa che induce a sua volta a voler credere di “potere tutto” e infine a crederlo.
Sono infatti proprio questo tipo di persone che da un insuccesso riceveranno il colpo emotivo peggiore, che li metterà di fronte alla propria debolezza e alla propria incapacità ad adottare una strategia di backup per riprendere il cammino verso la realizazione dei propri obbiettivi.
Coloro che credono davvero nelle proprie risorse, che hanno quindi fede in se stessi, credono non di riuscire sempre in tutto, ma di riuscire ad affrontare gli insuccessi e le reazioni della propria emotività, in modo da trasformarli in occasioni di apprendimento e di vero cambiamento, in pietre miliari sulla strada del successo.