PNL, paura e cambiamento

Ti è mai successo di voler cambiare, per migliorarti in qualche tua abilità o caratteristica, di prendere la ferma decisione di farlo, ma alla fine di non riuscirci?

Perché non ci sei riuscito? Molto probabilmente ti sei scontrato con uno dei grandi nemici del cambiamento: la paura di cambiare, la paura di non riuscirci, l’assenza di vera motivazione.

Queste sono gli opposti delle tre leve del cambiamento: il coraggio di cambiare, la convinzione di avere le risorse per farlo, la spinta motivazionale, nata dal sapere che agendo per il cambiamento potrai soddisfare certi desideri e certi bisogni che senti come importanti.

Oggi parleremo della seconda leva del cambiamento: la convinzione di avere già le risosorse per attuarlo, e del suo contrario: la paura di non averle. Secondo la PNL, tutti hanno già dentro se stessi le risorse per intraprendere un processo di cambiamento. Quello che occorre sono invece degli stimoli, degli eventi esterni che le attivino.

Un evento esterno può essere qualcosa di tipo differente: dal seguire un corso PNL alla figura di un amico che ti fa da esempio per come agire in determinate situazioni e superare le difficoltà che ti separano dagli obbiettivi desiderati.

Ma la domanda essenziale a questo punto è: come riuscire ad acquisire la convinzione di avere le possibilità per cambiare? Come in altre parole avere fede in se stessi?

E’ una domanda che se avesse un’unica risposta efficace in tutti i casi, risolverebbe il 90% dei problemi dell’uomo. In realtà la fiducia in se stessi, la fede nelle proprie risorse, talvolta e per alcuni non è semplice da ottenere.

Ma c’è una cosa, che se conosciuta e creduta ti darà almeno il 70% delle volte un buon 70% della fiducia che ti serve: il sapere che provare a cambiare e non riuscirci non è un fallimento definitivo.

Quello che infatti spesso blocca i tentativi di cambiamento non è tanto la paura di non avere le risorse per farlo, quanto quella di essere messi di fronte ad un possibile insuccesso. Ed è invece spesso proprio questa paura che blocca le risorse che ti permetterebbero di affrontare il cambiamento. E’ il solito gatto che si morde la coda.

Una cura da questa paura, dalla paura dell’insuccesso, è quella di arrivare a capire che un insuccesso, non cambierà realmente quello che sei. Un insuccesso è solo, nella grande maggioranza dei casi, una tappa verso il successo. E’ una tappa se riuscirai ad imparare da esso “cosa non fare”, come “non comportarti”, per riuscire a raggiungere i tuoi obbiettivi.

In realtà, chi ha una estrema paura degli insuccessi è qualcuno che ha un ego così debole che teme che il minimo soffio di vento lo possa buttare giù. Chi non accetta gli insuccessi è un debole. Un bambino che vuole vincere sempre.

Se infatti, come hanno fatto gli stessi fondatori della PNL,  Bandler e Grinder, si guarda alla vita delle persone di successo, di coloro che sono riusciti ad eccellere nei più diversi campi, si vedrà che in molti casi i loro successi sono stati preceduti da molti insuccessi.

In che modo queste persone sono poi riuscite a vincere? Hanno vinto perché non hanno considerato gli insuccessi come delle barriere definitive sulla strada verso i loro obbiettivi. Hanno “registrato l’insucesso”, hanno imparato qualcosa e poi “lo hanno dimenticato”. Non nel senso di non ricordarsenene davvero più ma nel senso di non permettergli di diventare un blocco emotivo sulla strada del successo finale.

Chi ha paura di non avere le risorse necessarie per cambiare, spesso ha quindi paura della propria debolezza. Non vuole credere di avere le risorse perché il crederci potrebbe esporlo ad un possibile insuccesso.

Chi crede in se stesso, sa già invece che l’insucesso è possibile, ma sa anche che un insuccesso passato è come una cicatrice sul corpo di un guerriero: c’é ma non fa più male, è anzi segno di coraggio, il coraggio di chi non ha avuto “tutto subito”, ma ha conquistato i propri successi e la propria libertà. Ed è in questo che è cambiato davvero.

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